Le elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025 hanno consegnato alla Puglia il suo nuovo governatore. Antonio Decaro ha trionfato con un margine impressionante, confermandosi il recordman delle preferenze del centrosinistra italiano e garantendo alla regione la continuità di un percorso progressista iniziato vent’anni fa.
Un successo oltre ogni aspettativa
Il risultato elettorale ha superato anche le previsioni più ottimistiche. L’ex sindaco di Bari ha conquistato circa il 67% delle preferenze, distanziando di oltre 35 punti percentuali il candidato del centrodestra Luigi Lobuono, fermo intorno al 32%. Una vittoria netta, senza appello, che certifica il profondo radicamento territoriale del politico barese.
Subito dopo la conferma del trionfo, Decaro ha affidato ai social network le sue prime parole da governatore eletto: “È un risultato enorme. Oggi festeggio, ma da domani proverò a meritare la fiducia di chi mi ha votato e a conquistare quella di chi non ha votato per me o è rimasto a casa. Grazie a tutti i pugliesi!”
Un messaggio che racchiude lo spirito con cui il neo presidente intende affrontare il mandato: celebrare il presente senza perdere di vista le responsabilità future.
Chi è Antonio Decaro: il percorso di un amministratore amato
Nato a Bari il 17 luglio 1970, Decaro rappresenta una delle figure più autorevoli della politica meridionale. La sua formazione è tecnica, con una laurea in ingegneria civile conseguita al Politecnico di Bari e una specializzazione nel settore trasporti.
Dalla professione alla politica
Prima di dedicarsi completamente all’impegno pubblico, ha lavorato presso l’Acquedotto Pugliese e successivamente all’ANAS, dove ha ricoperto diversi ruoli direttivi. Il salto in politica arriva grazie a Michele Emiliano, che lo coinvolge come assessore comunale a Bari.
Il curriculum istituzionale di Decaro è impressionante:
- Consigliere regionale dal 2010 al 2013
- Deputato alla Camera nel 2013
- Sindaco di Bari per due mandati consecutivi (2014-2024)
- Presidente dell’ANCI dal 2016 al 2025
- Europarlamentare dal 2024, con quasi 500mila preferenze
Il sindaco che ha trasformato Bari
Durante i suoi dieci anni alla guida del capoluogo pugliese, Decaro ha rivoluzionato il volto della città. Bari è diventata una delle mete turistiche più apprezzate del Mezzogiorno, grazie a interventi urbanistici significativi e a una gestione attenta dei servizi pubblici.
Viene ricordato anche come il “sindaco sceriffo” durante la pandemia di Covid-19, quando non esitò a scendere in strada personalmente per far rispettare le regole ai cittadini.
La coalizione del campo largo tiene insieme le differenze
La vittoria di Decaro è anche il successo di un’alleanza ampia e articolata. Il cosiddetto campo largo ha dimostrato di saper superare le frizioni interne quando conta davvero.
La coalizione vincente comprendeva:
- Partito Democratico
- Movimento 5 Stelle
- Alleanza Verdi e Sinistra
- Lista civica Decaro Presidente
- Per la Puglia
- Avanti Popolari con Decaro
- Italia Viva (senza lista propria)
Non sono mancate le tensioni durante la campagna elettorale. Decaro ha chiesto esplicitamente il passo indietro del governatore uscente Michele Emiliano e dell’ex presidente Nichi Vendola come candidati al Consiglio regionale. Una scelta coraggiosa, dettata dalla volontà di imprimere un reale rinnovamento generazionale alla politica pugliese.
L’ombra dell’astensionismo sul trionfo
Se il risultato elettorale è stato straordinario per ampiezza, c’è un dato che preoccupa l’intero panorama politico nazionale. L’affluenza in Puglia si è fermata al 42,24%, segnando un crollo significativo rispetto al 56,43% delle regionali del 2020.
Un elettore su quattro ha disertato le urne rispetto a cinque anni fa. Un fenomeno che Decaro non ha ignorato nel suo primo messaggio pubblico, promettendo di lavorare per conquistare anche la fiducia di chi è rimasto a casa.
Il confronto con il centrodestra
Luigi Lobuono, imprenditore settantenne ed ex presidente della Fiera del Levante, non è riuscito a impensierire il candidato progressista nonostante il sostegno di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Il centrodestra si trova ora a dover riflettere sulle ragioni di una sconfitta così netta in una regione che sembrava contendibile.
Vent’anni di Puglia progressista continuano
Con questa elezione, la regione adriatica conferma la sua vocazione di laboratorio politico del Mezzogiorno. Dal 2005 a oggi, la Puglia è stata governata esclusivamente dal centrosinistra: prima con la stagione movimentista di Nichi Vendola, poi con la gestione più istituzionale di Michele Emiliano, ora con la visione tecnica e pragmatica di Decaro.
Il neo governatore eredita un sistema amministrativo consolidato ma porta una prospettiva diversa, più orientata verso le infrastrutture moderne, l’ambiente, il welfare territoriale e la creazione di posti di lavoro stabili e di qualità.
Le sfide che attendono il nuovo governatore
Il mandato di Decaro si annuncia denso di impegni. Tra le priorità indicate durante la campagna elettorale figurano:
- Sanità: migliorare l’accesso ai servizi e ridurre le liste d’attesa
- Lavoro: politiche integrate tra industria, formazione e occupazione
- Trasporti: potenziamento delle infrastrutture regionali
- Cultura: una nuova legge che semplifichi i bandi e sostenga i piccoli centri
- Autonomia differenziata: opposizione ferma alla riforma voluta dalla Lega
Verso nuovi equilibri nazionali
La vittoria schiacciante di Decaro non passa inosservata a Roma. Alcuni osservatori vedono nel governatore pugliese un possibile futuro sfidante di Elly Schlein per la leadership del Partito Democratico. I suoi rapporti con la segretaria non sono mai stati particolarmente stretti, avendo sostenuto in passato prima Matteo Renzi e poi Stefano Bonaccini.
Per ora, però, l’attenzione del neo presidente resta concentrata sulla sua regione. Come ha scritto lui stesso: oggi si festeggia, ma da domani si torna al lavoro.

