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Cronaca

Guardia di Finanza Bari, 60 controlli su B&B e affittacamere: evasi 9,4 milioni di euro, 12 strutture abusive

Guardia di Finanza Bari, 60 controlli B&B: evasi 9,4 milioni, 12 abusivi

Indagini del Nucleo Operativo Metropolitano e della Compagnia di Monopoli: scoperte due strutture con oltre un milione sottratto al fisco e 31 lavoratori in nero

La capillare attività di controllo proseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari nell’Area Metropolitana nei confronti delle strutture ricettive presenti ha consentito, nel corso del 2025, di individuare operatori irregolari, abusivi, inadempienti alle prescrizioni della disciplina regionale ma, soprattutto, non in regola dal punto di vista fiscale.


I numeri: 9,4 milioni di ricavi non dichiarati e 1,2 milioni di imposte evase

Nel complesso, sono stati eseguiti 60 interventi nei confronti di altrettante strutture ricettive, che hanno consentito di riscontrare l’omessa dichiarazione di ricavi/redditi, poi segnalati all’Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione, per circa 9,4 milioni di euro, con un’imposta evasa di oltre 1,2 milioni di euro, nonché violazioni all’IVA per 1,4 milioni di euro.


Dodici strutture completamente abusive

Nel dettaglio, sono state scoperte 12 strutture “abusive”, per le quali è stata riscontrata l’assenza di qualsivoglia comunicazione obbligatoria, con esercizio abusivo dell’attività di “affittacamere”.

In altri casi è stato accertato come l’attività ricettiva non fosse a gestione familiare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una vera e propria attività imprenditoriale, come tale obbligata al rispetto di un quadro normativo più gravoso, anche sotto l’aspetto dell’imposizione fiscale.


Nucleo Operativo e Compagnia di Monopoli: oltre un milione evaso e 31 lavoratori in nero

Tra gli interventi, emergono attività condotte dal Nucleo Operativo Metropolitano di Bari e dalla Compagnia di Monopoli che hanno individuato, tra le altre, due strutture completamente sconosciute al fisco che hanno sottratto all’imposizione ricavi per oltre un milione di euro.

In un caso sono stati individuati 31 lavoratori in nero, di cui 4 percettori di misure economiche a sostegno del reddito (reddito di cittadinanza e supporto alla formazione lavoro).


La truffa delle prenotazioni cancellate e i pagamenti “preferibilmente in contanti”

In alcuni casi è stato accertato che gli esercenti si attivavano con i clienti per procedere alla cancellazione delle prenotazioni dalle piattaforme O.T.A. (Online Travel Agency, come Booking) così che le stesse non potessero essere “tracciate” e segnalate alle competenti Autorità fiscali come previsto dalla normativa.

Le transazioni venivano poi concluse privatamente con i clienti, ai quali il servizio veniva fornito con esplicita richiesta di pagamento in contanti e con l’esposizione di cartelli che invitavano a provvedere al pagamento “preferibilmente in contanti”.

Sono state riscontrate anche strutture completamente abusive con accatastamento A6 quale fabbricato rurale o C6 come autorimesse.


Violazioni amministrative: targhette mancanti e ospiti non identificati

Altre violazioni di carattere amministrativo sono state contestate a molte delle strutture ricettive controllate: in particolare, sono emerse l’omessa esposizione della targhetta identificativa della tipologia e del codice alloggio e del tariffario aggiornato, nonché ulteriori violazioni alle disposizioni regionali.

In alcuni casi è stato contravvenuto all’obbligo di procedere all’identificazione degli ospiti, con conseguente segnalazione all’Autorità Giudiziaria per violazione dell’art. 109 del TULPS.


Controlli 2026: già scoperti altri evasori per 1,4 milioni

I controlli della Guardia di Finanza in questo settore continuano senza sosta anche per il 2026. La prosecuzione delle specifiche attività ha consentito di individuare, anche nelle prime settimane di quest’anno, ulteriori operatori economici fiscalmente non in regola.

Tra questi, un soggetto operante nel capoluogo che aveva sottratto a tassazione oltre un milione di euro, e un ulteriore operatore attivo in una località costiera del sudest barese che aveva omesso di dichiarare ricavi per oltre 400 mila euro, indicando nel Modello Unico SC l’importo simbolico di un euro.

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