Arriva la replica ufficiale del Comune di Monopoli alle dichiarazioni di Renzo Rubino durante la conferenza stampa di Milano del 28 aprile, in cui l’organizzatore di Porto Rubino avrebbe attribuito la mancata adesione del Comune a motivazioni di carattere xenofobo e censorio, legate alla nazionalità o alla lingua degli artisti coinvolti. L’Amministrazione respinge le accuse definendole “radicalmente false e gravemente lesive” dell’immagine istituzionale dell’Ente e della reputazione della città.
Il Comune: “Il no è legato alla tipologia dell’evento e alla sua ubicazione”
Secondo la nota ufficiale, la mancata adesione al festival Porto Rubino 2026 è dovuta “esclusivamente alla tipologia del progetto artistico e alla sua ubicazione”: un concerto di musica elettronica con pubblico danzante previsto nell’area del Porto Vecchio, nel cuore del centro storico. Una scelta ritenuta non compatibile con due ordini di ragioni: da un lato la tutela della quiete pubblica e il contenimento dell’inquinamento acustico, politica che l’Amministrazione dichiara di applicare “indistintamente a tutti i gestori privati che operano nella stessa area”; dall’altro, valutazioni legate alla sicurezza, considerando il Porto Vecchio uno spazio non adeguato a ospitare un evento danzante di quel genere.
I contatti solo verbali e la proposta di rivisitazione
Il Comune precisa che i contatti tra l’organizzazione di Porto Rubino e l’Ente si sono svolti “esclusivamente in forma verbale” e che “in nessuno di tali contatti è stata espressa alcuna valutazione riferibile alla nazionalità o alla lingua degli artisti”. Il Comune aggiunge un dettaglio significativo: il no vale anche senza contributo economico. L’obiettivo dichiarato è “garantire un programma più coerente e vicino alle caratteristiche del centro storico”, chiedendo una rivisitazione che prevedesse l’inserimento di artisti presenti nelle altre tappe del festival – un elemento che suggerisce come il Comune avrebbe potuto accogliere l’evento con un format diverso.
Il Comune cita VoxFem, Monopolele e PhEST come esempi di inclusività
A riprova del carattere inclusivo dell’Amministrazione, la nota cita manifestazioni promosse e sostenute dal Comune che sono “aperte al dialogo tra culture diverse”: VoxFem, il Monopolele Festival e PhEST – il festival internazionale di fotografia e arte che proprio in questi giorni ha annunciato l’undicesima edizione con artisti da tutto il mondo e una residenza artistica affidata alla canadese Sara Angelucci a Torre Guaceto. Iniziative che, secondo l’Amministrazione, dimostrano la capacità di “abbracciare e valorizzare una pluralità di linguaggi, identità e provenienze culturali”.
Porto Rubino 2026: tre tappe senza Monopoli
Porto Rubino 2026, alla sua ottava edizione, si svolgerà su tre tappe: Taranto il 14 luglio (con Carmen Consoli), Savelletri il 16 luglio (con Acid Arab e Dardust) e Otranto il 18 luglio (con Ditonellapiaga e Venerus). Monopoli, che aveva ospitato tappe del festival nelle edizioni precedenti, non sarà tra le città coinvolte quest’anno.

