La Zampina di Sammichele di Bari conquista il riconoscimento IGP ed entra ufficialmente nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette.
Il via libera è arrivato con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea dell’11 giugno 2026. Un traguardo importante per Sammichele di Bari, per la Murgia barese e per l’intera Puglia agroalimentare.
Lo storico insaccato arrotolato a spirale, simbolo della tradizione locale, sarà ora tutelato a livello europeo contro imitazioni e usi impropri della denominazione.
Un riconoscimento per Sammichele di Bari
Il marchio IGP rappresenta un risultato di grande valore per la comunità di Sammichele.
La Zampina non è soltanto un prodotto gastronomico: è una parte dell’identità del paese. Il suo profumo sulla brace accompagna feste, sagre, tavolate e momenti di convivialità che da anni richiamano visitatori e appassionati della cucina pugliese.
Il riconoscimento europeo premia un percorso costruito nel tempo da istituzioni locali, associazioni e macellai sammichelini, custodi della ricetta tradizionale.
Dove si può produrre la Zampina IGP
Il disciplinare stabilisce che la zona di produzione della Zampina di Sammichele di Bari IGP coincida con l’intero territorio del Comune di Sammichele di Bari.
Questo significa che la denominazione potrà essere utilizzata solo per il prodotto realizzato entro questi confini e secondo le regole previste.
Le denominazioni ammesse sono tre:
- Zampina di Sammichele di Bari
- Zampina di Sammichele
- Zampina Sammichelina
Fuori dal territorio comunale e senza il rispetto del disciplinare, non sarà possibile utilizzare questi nomi.
La ricetta della Zampina
La Zampina è un insaccato fresco da consumare cotto, preparato con carne bovina e ovina finemente macinate.
All’impasto si aggiungono formaggio stagionato grattugiato, filetti di pomodoro pelato, sale, pepe e basilico. Il tutto viene insaccato in budello naturale di ovino e poi arrotolato in tre o quattro giri, formando la caratteristica spirale fissata con uno spiedo.
Una particolarità importante è l’assenza di carne suina, elemento che distingue la Zampina da molti altri insaccati italiani e ne rafforza l’identità.
Perché l’IGP è importante
Il marchio Indicazione Geografica Protetta lega un prodotto al suo territorio d’origine e ne tutela la denominazione.
Per i consumatori significa avere una garanzia sull’autenticità del prodotto. Per i produttori locali rappresenta invece uno strumento di protezione e valorizzazione contro le imitazioni.
Nel caso della Zampina, l’IGP consente di difendere una ricetta profondamente legata a Sammichele e di rafforzarne il valore commerciale, culturale e turistico.
La Puglia sale a 23 eccellenze certificate nel cibo
Con l’ingresso della Zampina nel registro europeo, la Puglia raggiunge 23 prodotti certificati nel comparto cibo tra DOP e IGP.
Un dato che conferma la forza del patrimonio agroalimentare regionale e il ruolo dei piccoli centri nella tutela del Made in Italy.
La Zampina di Sammichele si aggiunge così a un paniere di eccellenze che raccontano la varietà dei territori pugliesi, dalle produzioni agricole alle specialità trasformate, passando per ricette nate dalla tradizione popolare.
Un’opportunità per il turismo gastronomico
Il riconoscimento IGP può diventare anche un volano per il turismo gastronomico.
Sammichele di Bari potrà rafforzare il proprio ruolo come meta legata alla cultura della carne, della brace e dei prodotti tipici pugliesi. La Zampina diventa così non solo un alimento da gustare, ma anche un motivo per visitare il paese, conoscere le sue macellerie, partecipare agli eventi locali e scoprire un pezzo autentico della Murgia barese.
Una vittoria della comunità
L’IGP alla Zampina di Sammichele di Bari è una vittoria di comunità.
È il riconoscimento di una tradizione che ha resistito nel tempo grazie al lavoro di chi l’ha prodotta, tramandata e valorizzata. Da oggi quella spirale di carne, così riconoscibile e profondamente pugliese, entra ufficialmente tra le eccellenze tutelate dall’Europa.
Per Sammichele è un traguardo storico. Per la Puglia, un nuovo tassello nel racconto delle sue identità più autentiche.

